Nel “Messaggio per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali” pronunciato da Papa Benedetto XVI il 24 Gennaio scorso, vi è una chiara e netta posizione della Chiesa a favore di quella che si chiama “nuova era digitale”, per le sue implicazioni e potenzialità nell’ambito del flusso di comunicazioni in cui si trova immerso l’uomo d’oggi.
Ne riporto uno stralcio per meglio evidenziare alcuni passaggi
Cari fratelli e sorelle,
in prossimità ormai della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, mi è caro rivolgermi a voi per esporvi alcune mie riflessioni sul tema scelto per quest’anno: Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia. In effetti, le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione e si sentono quindi a loro agio in un mondo digitale che spesso sembra invece estraneo a quanti di noi, adulti, hanno dovuto imparare a capire ed apprezzare le opportunità che esso offre per la comunicazione. Nel messaggio di quest’anno, il mio pensiero va quindi in modo particolare a chi fa parte della cosiddetta generazione digitale: con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana. Tali tecnologie sono un vero dono per l’umanità: dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile.
L’accessibilità di cellulari e computer, unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni. I giovani, in particolare, hanno colto l’enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni. Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione: le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze, gli studenti e i ricercatori hanno un accesso più facile e immediato ai documenti, alle fonti e alle scoperte scientifiche e possono, pertanto, lavorare in équipe da luoghi diversi; inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale.
(…)
E’ evidente, a partire dalle stesse parole del Papa, quanto sia diventata importante e determinante nella vita di ogni cristiano la capacità di dialogare con i nuovi mezzi telematici e di porsi in modo positivo, costruttivo, cogliendone lo spirito e le potenzialità. La stessa attenzione ai giovani e dei giovani dimostra quanto la Chiesa si sia accostata con la giusta prospettiva verso un mezzo, quello telematico, che è propriamente terreno eletto delle nuove generazioni e che porta con sé l’entusiasmo ed il grido della libertà degli spiriti liberi e forti. Ed anche chi non trova il giusto rapporto con la rete è chiamato, parimenti, a non ridursi ad un pregiudizio che diventa espressamente pre-giudizio, ovvero un’opinione preconfezionata verso qualcosa che è non conosciuta, ma è un invito a conoscere Internet, a viverla ed a popolarla con l’esperienza di chi ha già maturato una condizione di vita più consapevole ed a maggior ragione può apportare un contributo decisivo.
L’invito del Papa che diventa esortazione, e che era già stato invito ed apertura del lungimirante predecessore Giovanni Paolo II, è a guardare al modello comunicativo online come ad un dono del Signore: una qualifica che rende tutto diverso ed insieme uguale agli occhi del cristiano, ovvero uno strumento in più per annunciare la Buona notizia, per l’apostolato, per diffondere i valori cristiani, per agire nella società ed affermare la Parola ovunque essa sia accolta.
Per noi, che ci apprestiamo ad impegnarci in un nuovo percorso politico e culturale, essere accompagnati da una tale esortazione sulla valenza positiva del Web, ci dà ulteriore sprono per affrontare con vigore quest’azione concreta che nei mezzi di comunicazione online può e deve essere svolta anche e soprattutto dai cristiani di buona volontà!




“Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie”.
Con queste parole il Santo Padre ha manifestato in maniera ancora più esplicita ed inconsueta, nella recente lettera ai vescovi cattolici sulla remissione della scomunica ai quattro vescovi “lefebvriani”, l’interesse della Santa Sede ai mezzi telematici.
Veramente interessante! Mi era sfuggito, grazie Lorenzo per la segnalazione :!
Esperta in comunicazione e politica sociale, oltre che in mediazione, ritengo che a qualsiasi età le forme nuove di comunicazione devono essere apprezate ed utilizzate per quello che sono e per le potenzialità che possono avere, considerando però che esse sono solo un mezzo e non un fine. Se non si ha nulla dentro da comunicare agli altri restano strumenti vuoti.
Apprezzo il sito e mi sento di condividere le idee.