Presentazione della rubrica
Iniziamo con oggi un appuntamento a cadenza periodica con Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl, promotore del Family-Day e co-fondatore della “Rosa per l’Italia”, attualmente deputato dell’Unione di Centro. Gli argomenti che affronteremo riguardano la nascita di una nuova organizzazione politica, la Costituente di Centro, che si pone come obiettivo di costruire un’alternativa al sistema egemonico del bipartitismo e del bi-leaderismo oggi sempre più in voga nel nostro Paese.
La sfida in gioco è di riuscire a catalizzare l’attenzione di tutti coloro che sono stanchi di questa deriva della democrazia e vogliono ancora credere, sperare ed essere protagonisti di un processo di rinnovamento della politica, anziché omologarsi e appiattirsi sulla ragione e gli interessi di pochi.
L’obiettivo è di contribuire a restituire alla politica uomini e donne che vivono e praticano la giustizia sociale, la competenza, la tolleranza, l’umiltà, l’amore e la cura dei deboli, il dialogo nell’ascolto e nella condivisione di obiettivi di sviluppo nella logica della solidarietà e del bene comune.
Intervista
Onorevole Pezzotta,
si va verso la Conferenza dei primi di aprile per la Costituente di Centro. Qual è il valore di questo appuntamento? E le aspettative?
Il valore di questo appuntamento è di cogliere, se è possibile, quello che fino ad oggi è stato di gran lunga più detto che proclamato, esercitato, ha le basi per iniziare veramente un percorso per arrivare alla costituzione di un nuovo partito, di un partito davvero nuovo, diverso, con delle regole precise, e che sia autonomo rispetto agli attuali schieramenti.
Quali sono le sue caratteristiche, la maggiore novità che lo caratterizza?
La novità maggiore è che svolga una funzione di contrasto al bipartitismo e che eserciti una volontà precisa di creare le condizioni per aumentare la partecipazione delle persone e superare i vari leaderismi che oggi, diciamo così, caratterizzano la politica italiana. Un’attenzione a un sistema di valori e pertanto a una cultura che trova fondamento nell’ispirazione cristiana e diciamo avere questa idea di una centralità che fa riferimento al bene comune e pertanto una capacità di essere una forza centripeta e non divergente. Queste sono un po’ le caratteristiche di questo nuovo soggetto politico.
Qual è la proposta della Rosa per l’Italia per la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani in politica? C’è un piano.
Noi siamo una proposta, non siamo un partito compiuto. Secondo noi, i giovani devono farsi avanti, entrare nella dimensione della politica partendo da un riferimento a degli elementi valoriali più che pragmatici, che oggi sembrano determinare un impegno. Li incoraggiamo, perché lavoriamo per un nuovo soggetto politico, per una buona politica, perciò vogliamo essere un elemento di attenzione anche da parte dei giovani.
Le università, in questo senso, possono svolgere una funzione importante?
Certo, svolgono una funzione importante se avranno la capacità di premiare il merito, di premiare la fatica, di stimolare processi d’innovazione, perché se le università sono solo i luoghi dei baroni o degli accademici, probabilmente non determineranno processi nuovi. Il problema è se loro diventano un elemento di arricchimento della dimensione umana dal punto di vista culturale, dal punto di vista delle competenze, ma anche dal punto di vista delle visioni più generali e più complessive.
Sono ancora valide le strutture dei partiti o dei gruppi dei partiti ?Noi stiamo facendo un partito, ma in che senso è ancora una proposta valida, visto il fallimento di queste forme aggregative in questi ultimi decenni?
Quello che noi pensiamo è un partito nuovo con regole precise, ma è un partito aperto, cioè in grado di intercettare quello che si muove dentro la società. Senza partiti comandano in pochi. Con dei partiti strutturati si dà la possibilità ai più di poter intervenire e partecipare. La critica anti-partito non è che ha portato a una maggiore democrazia, come qualcuno pensava, ma ha portato a un restringimento alla concentrazione del potere nelle mani di pochi, in una sorta di deriva oligarchica.
(a cura di Isabella Nuboloni)





Complimenti per l’iniziativa delle interviste periodiche.
Mi permetto di suggerire, per le prossime volte, di affrontare anche argomenti concreti su tematiche di attualità.
Onorevole, siamo consapevoli che, senza l’impegno di tutti, il nuovo soggetto politico di centro non decollerà.
Il partito della nazione ci sarà solo se i moderati decideranno di dedicare una parte del loro tempo alla politica, uscendo dal loro caratteristico riserbo.
Forse il ritrovarsi insieme può aiutare in questo rinnovato impegno.
Guardo con interesse a questa iniziativa, che potrebbe essere uno strumento adeguato per una azione che non sia individuale, ma collettiva e, pertanto, anche più incisiva.
Cordiali saluti
Il momento è storico e l’opportunità irripetibile: quante volte ce lo siamo sentiti ripetere. Eppure mai come in questo momento siamo vicini a poter gettare le basi per un soggetto politico di centro che sia indipendente dai due poli. L’on. Pezzotta coglie bene questa opportunità e direi che ci stiamo tutti, giovani e non, approntando alla sfida, nel migliore dei modi, fiduciosi che l’impegno profuso potrà dare i risultati sperati, se tutti faranno la loro parte.
Nel mio piccolo credo a quello che Lei dice, onorevole. E’ vero, il momento è storico e si deve sfruttare l’opportunità, senza perdere di vista gli ideali. Alla base del mio impegno nel laboratorio c’è il desiderio di radere al suolo la politica volgare e meramente materiale, che accompagna tutti i soggetti politici -partiti, movimenti, liste civiche, personaggi,…- italiani. Credo che il problema sia culturale e non abbia eccezioni. Per questo io voglio credere alle sue parole, sperando che trovino una reale e concreta traduzione nel partito che stiamo costituendo. Credo, inoltre, che i giovani abbiano una più forte spinta valoriale alle spalle, e molto spesso si scontrano con realtà inefficienti o inefficaci, incapaci quindi di offrire loro l’orientamento necessario a crescere, umanamente e politicamente. Grazie per il suo contributo, sarebbe davvero bello riuscire a realizzare un partito (cosa vuol dire un “partito aperto”?) che abbia alle spalle quei valori a me e a Lei cari.
Se siamo. come dice Savino, una proposta e non un partito compiuto, allora costruiamolo questo partito che vogliamo.
Spesso le persone moderate per bene, serie, oneste e preparate, preferiscono stare alle finestra, delegare, lamentarsi, inveire….. ma non mettersi in gioco.
Questo invece è, a mio parere il momento di mettersi in gioco e di occupare lo spazio politico, perché tale spazio è altrimenti occupato da quelli che già ci sono o da altri, magari diversi come individui ma uguali ai precedenti come cultura (??) personale e voglia di potere e non di servizio.
La Costituente di Centro è un’occasione, non nascondiamoci dietro l’avversione verso i soliti nomi…. tanto loro non cedono lo spazio spontaneamente, dobbiamo guadagnarcelo noi.
Il nostro nome è “Persona è futuro” riprendiamo in mano il nostro futuro!!
Giovani, può essere il vostro momento.
Cari saluti a tutti
Sono stata una sostenitrice del Centro, anni fa, ovviamente…..adesso mi pare non ci sia spazio per piccoli partiti “intermedi”.
Vorrei capire bene …..si va verso un’aggregazione “unitaria” di centro? spariranno tutti i partituncoli centristi dello zero virgola, che non servono a niente?
Se fosse così, la cosa mi interesserebbe, se invece questa “organizzazione” si venisse ad aggiungere alla Rosa, UDC e agli altri, dico subito con franchezza, che ne trarrei un profondo, sconcertante “avvilimento politico”!
Non ci sto ad una enclave cattolica!…non sono ancora pronta per l’estinzione!
Gentile signora Maria, la Costituente di Centro, la cui assemblea si terrà domani e dopodomani a Roma all’Auditorium di via della Conciliazione, vuole proprio porsi come momento aggregante dei vari movimenti e partiti di Centro per dai vita ad un nuovo partito (per ora definito “Partito della Nazione), casa unica di tutti i moderati, popolari e liberali.
Non si tratta di costituire una enclave cattolica, ma di partire dalla ispirazione cristiana per elaborare un progetto culturale e tracciare un percorso politico con delle scelte operative adeguate ai problemi che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nel XXI secolo,
Occorrerà peranto guardare avanti, non indietro.
L’iniziativa parte ad opera dell’UDC, della Rosa per l’Italia di Pezzotta e Tabacci, dei Liberal di Adornato e dei Popolari di De Mita, ma è aperta a tutti gli altri che si ispirano agli stessi valori.
Spero tanto che Lei voglia essere e restare con noi.
Cari saluti
Giuseppe Sbardella