Le ultime elezioni politiche hanno confermato ed evidenziato, al di là delle distorsioni sulla composizione del Parlamento provocate dal sistema elettorale, un’Italia politicamente spaccata in due fra destra e sinistra.
A mio parere la vera spaccatura non è però quella emersa dalle elezioni bensì un’altra più profonda che attraversa entrambi gli schieramenti politici.
Da un parte si trovano Italiani che:
- sono convinti che la libertà degli altri inizia dove finisce la propria;
- pensano che occorre sempre perseguire l’interesse personale a prescindere se si accordi o meno con il bene comune;
- ritengono che l’educazione dei figli consista sempre nel dir loro di si e che sia giusto anche indebitarsi per permettere loro l’ultimo modello di jeans e cellulare o per mandarli in discoteca tutti i sabati;
- vedono il lavoro esclusivamente come strumento di successo e di carriera, e al lavoro subordinano la vita familiare e le sane amicizie;
- puntano sempre sui loro pretesi diritti e prescindere dai rispettivi doveri;
- anche se sono consapevoli di aver torto, ritengono che basti urlare e accusare l’altro per passare dalla parte della ragione;
- pensano che accumulare ricchezza con ogni mezzo sia sempre moralmente lecito, a condizione che si faccia elemosina, anche abbondante, ai poveri;
- si sentono fuori della società se non cambiano autovettura ogni 3 anni e se non hanno l’ultimo modello di computer o di cellulare;
- pensano di non essere “furbi” se fanno regolarmente la fila, rispettano le regole del Codice della strada, salgono sui mezzi pubblici dalla porta giusta;
- ritengono che evadere o eludere le tasse sia una “drittata” e forse persino una azione di cui menar vanto;
Dall’altra si trovano invece Italiani che:
- sono convinti che la libertà propria inizia dove inizia quella degli altri;
- pensano che occorre sempre agire tenendo presente il bene comune oltre che l’interesse personale;
- ritengono che educare i figli sia una azione complessa che si esplichi innanzitutto nel testimoniare ed indicar loro i veri valori, nel fare sacrifici per permetter loro di studiare e di realizzarsi attraverso il rapporto con sinceri amici e il frequentare sani divertimenti, ma anche nel saper dire no quando è necessario ai fini della loro educazione;
- lavorano in maniera professionale ed esemplare, perché ritengono che il lavoro contribuisce a realizzare la persona umana, ma non consentono che il lavoro totalizzi la loro esistenza a scapito della famiglia, delle amicizie e degli interessi personali;
- sono consapevoli che prima di rivendicare i diritti occorre adempiere ai rispettivi doveri;
- quando discutono, ascoltano le ragioni degli altri ed espongono fermamente, ma con pacatezza, le proprie;
- ritengono che sia giusto elevare il proprio benessere materiale, ma che sia un obbligo morale e sociale di giustizia permettere a tutti di avere un livello di vita dignitoso;
- sanno opporsi al consumismo, cercando di fare una sana politica familiare di acquisti, tale da consentire alla famiglia una dignitosa e serena esistenza con tutti i beni necessari e anche alcuni superflui, senza dover rincorrere sempre l’ultimo modello di prodotto;
- rispettano tutte le regole, sia quelle giuridiche che quelle solo morali e sociali;
- ritengono che pagare le tasse sia, prima che un obbligo di legge, un dovere morale verso la collettività, ed un requisito base per poter rivendicare i giusti servizi dalle Istituzioni locali o centrali.
In sintesi da una parte si trovano gli Italiani guidati da una cultura che possiamo definire individualistica e consumistica, dall’altra quelli che si ispirano ad una cultura personalistica e solidaristica che fonda le sue radici nel cattolicesimo popolare democratico e nel liberalismo politico.
Non so se quest’ultima Italia sia oggi maggioritaria nel Paese, probabilmente no. Si può però condividere la riflessione che nessuna delle due coalizioni rispecchi esaurientemente la cultura di questi Italiani e che ci sia ampio spazio per un nuovo soggetto politico che possa rappresentarla sulla base di un riscoperta e un rinnovamento di una etica valoriale condivisa.





Ho letto questo post è sono convinto che sia necessario la creazione di un nuovo soggetto politico con valori riconosciuti e apprezzati come il rispetto per il prossimo.
Mi sono permesso di ripubblicare i suoi due decaloghi per contare quante persone si riconoscono in queste descrizioni, ho inserito il collegamento al suo post e indicato la fonte.
http://comunedipartenope.it/blogs/genius/che-direzione-ho-preso
se ritiene non corretta la mia divulgazione mi scriva, provvederò alla cancellazione.
Cordialmente
Genius
Ciao Genius, certo che sono contento della divulgazione, come anche se troverai delle persone che contribuiscno al nostro Laboratorio.
Se sei iscritto a facebook, puoi iscriverti al Gruppo Laboratorio Persone è futuro, link http://www.facebook.com/group.php?gid=48619058441
Se poi vuoi scrivermi personalmente, puoi farlo a giusbardella@gmail.com
Cari saluti