Alcuni dati sulle recenti elezioni europee ricevuti nel corso della riunione della Direz. Naz. UDC di giovedi 25, alla quale ho partecipato su invito di Savino Pezzotta
Con riferimento ai flussi elettorali l’UDC ha ricevuto l’ 1,2% e lo 0,9% rispettivamente da PD e PDC mentre ha perso verso gli stessi partiti lo 0,2% e lo 0,6%.
I voti in ingresso da sinistra e da destra praticamente si equivalgono, mentre un po’ maggiore appare l’uscita verso destra (forse per una percezione di spostamento a sinistra della linea del partito).
Sostanzialmente non appaiono pertanto grossi spostamenti nella “pancia” del partito.
Con riferimento ai risultati ottenuti nelle singole Circoscrizioni (in percentuale, in quanto in dati numerici i dati sono falsati dalla grossa percentuale di astensione) ecco i dati:
5,3% al Nord Ovest, 5,6% al Nord Est, 5,4% al Centro, 8,5 al Sud, 10,4 nelle isole.
Con riferimento agli scostamenti percentuali rispetto alle elezioni politiche dell’anno scorso, ecco i dati:
+0,8 al Nord Ovest, + 0,6 al Nord Est, più 0,7 al Centro + 1,4 al Sud e + 2,0 nelle Isole.
Si conferma che l’UDC è un partito più forte al Sud che al Centro Nord.
Con riferimento al rapporto fra preferenze e voti UDC questi i dati nelle singole circoscrizioni:
Al Nord Ovest e al Nord Est il rapporto è stato pari rispettivamente allo 0,26 e allo 0,28 (in media solo un elettore su quattro ha indicato preferenze).
Al Centro e al Sud rispettivamente 0,46 e 0,58 (in media un elettore su due ha indicato preferenze).
Nelle Isole il rapporto arriva a 1,34 (non sono forte in matematica ma mi sembra di capire che ogni elettore ha dato almeno due preferenze, se non più!).
Secondo gli esperti la differenza di tali rapporti evidenzia che l’UDC si palesa come partito di opinione al Nord e in misura minore al Centro (e lo confermano le elezioni di “esterni” agli apparati come Allam e Mottie e lo stesso Carlo Casini) mentre procedendo verso il Sud e le Isole si manifesta sempre più come partito degli apparati e delle preferenze.
A mio modesto e personale parere, questi dati confermano che l’UDC:
a) rimane un partito essenzialmente di Centro;
b) sempre più fortemente radicato al Sud;
c) più legato agli apparati al Sud rispetto alle altre zone del Paese dove conta di più la società civile..
Mi domando se, visti i risultati e la loro ripartizione territoriale, possiamo ancora essere convinti che l’introduzione delle preferenze in un numero così rilevante come tre sia veramente soddisfacente per la qualità dei nostri risultati. La battaglia è sicuramente giusta ma forse sarebbe sufficiente una sola preferenza.





Caro Sbardella, i dati da Lei forniti evidenziano ancora una volta come la strada per pervenire alla nuova area dei “moderati dinamici” (come Lei li ha chiamati in un precedente commento) sia ancora lunga e dovrà per forza essere fondata su un solido e profondo progetto culturale.
Cordiali saluti