Di seguito lo schema utilizzato dal nostro Consigliere e Tesoriere Giuseppe Colona per le sue riflessioni tenute a diversi gruppi e dirette a stimolare ed ad agevolare la lettura dell’ultima enciclica di Papa Benedetto XVI ”Caritas in veritate”.
Lo stesso schema può essere utilizzato da chiunque voglia leggere con profitto l’enciclica, il cui approfondimento può essere di grande utilità a tutte le persone pensanti, indipendentemente dal fatto che siano credenti o non credenti.
Carità e verità
Carità e verità hanno origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta (1); Agàpe e Logos; Amore e Parola; si manifestano in Cristo (3)
Carità e verità sono la vocazione posta da Dio nel cuore e nella mente di ogni uomo (1)
La carità è sintesi della Legge; è principio delle micro e delle macro-relazioni (2)
La carità si compiace della verità (1 Cor 13,6); san Paolo raccomanda veritas in caritate (Ef 4,15)
La carità va illuminata dalla verità (2); senza verità la carità scivola nel sentimentalismo (3)
La verità è Logos che crea dia-logo; va accreditata e autenticata dalla carità (2); la verità è garanzia di libertà (Gv 8,32)
L’intelligenza perviene alla verità attraverso la luce della ragione e della fede (3), ambiti cognitivi distinti ma sinergici (5); i rischi di una ragione senza fede e di una fede senza ragione (74)
La verità non è prodotta da noi, ma trovata o, meglio, ricevuta (34)
Carità nella verità per lo sviluppo
La carità è oggi disattesa in ambito sociale, giuridico, economico, culturale, politico per difetto di verità (2); il relativismo (empirismo, scetticismo) ha effetti disgregatori sulla società (5);
La carità nella verità è la principale forza propulsiva per lo sviluppo (1)
L’annuncio di Cristo è il primo e il principale fattore di sviluppo (8)
Il Vangelo è elemento fondamentale per lo sviluppo: Cristo svela pienamente l’uomo all’uomo (18)
Tra evangelizzazione e promozione umana (sviluppo, liberazione) ci sono legami profondi (15)
L’adesione ai valori del Cristianesimo è elemento non solo utile, ma indispensabile per la costruzione di una buona società e di un vero sviluppo (4)
La carità è la via maestra della Dottrina Sociale della Chiesa (2); la DSC è caritas in veritate in re sociali (5)
La carità eccede la giustizia (nella logica del dono e del perdono), ma non è mai senza giustizia; la giustizia è la misura minima della carità (6)
Il bene comune è legato al vivere sociale; carità politica è prendersi cura delle istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale; la città dell’uomo è chiamata a prefigurare la città di Dio (7)
Che cos’è lo sviluppo?
Far uscire i popoli dalla fame, dalla miseria, dalle malattie endemiche, dall’analfabetismo; sviluppo economico, sociale, politico (21)
L’autentico sviluppo (11); deve essere integrale, volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo; se non è integrale, lo sviluppo non è vero (18)
L’uomo è costitutivamente proteso verso l’essere di più (14)
L’uomo non si sviluppa con le sole proprie forze; presunzione dell’auto-salvezza; le istituzioni da sole non bastano (11); messianismi carichi di promesse, ma fabbricatori di illusioni (17)
Che c’entra la vocazione?
Lo sviluppo integrale è anzitutto vocazione (11)
Il progresso è, nella sua scaturigine e nella sua essenza, una vocazione; ogni uomo è chiamato a uno sviluppo perché ogni vita è vocazione (16)
Lo sviluppo nasce da un appello trascendente ed è incapace di darsi da sé il proprio significato ultimo (16)
Lo sviluppo non è solo deliberazione umana, ma vocazione (52)
Quali sono la condizioni per lo sviluppo?
La libertà (17), in particolare religiosa (29), che non è indifferentismo (55); se Dio non trova posto nella sfera pubblica (56*)
La verità; quando Dio viene eclissato cominciamo a non riconoscere lo scopo e il bene (18)
La carità; la fraternità per superare il sottosviluppo (19)
Interazione fra diversi livelli del sapere umano; il sapere non è solo opera dell’intelligenza: va condito con il sale della carità (30); la ricerca scientifica cresca insieme alle valutazioni morali; allargare il concetto di ragione (31)
Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, nella sua integrità (25); la fame dipende da scarsità di risorse sociali (27)
L’economia e la finanza hanno bisogno dell’etica per il loro corretto funzionamento (45); diritti e doveri (43)
Lo sviluppo non sarà mai garantito da strutture; è impossibile senza uomini retti, operatori economici e uomini politici, che mirano al bene comune (71)
I media possono contribuire allo sviluppo a condizione che … (73)
Lo sviluppo deve comprendere anche una crescita spirituale e morale della persona umana (76)
La maggior forza a servizio dello sviluppo è un umanesimo cristiano (78), fiducia in Dio, fraternità in Cristo, amore e perdono, accoglienza (79)
Quali remore allo sviluppo?
L’esclusivo obiettivo del profitto rischia di distruggere ricchezza (finanza speculativa, sfruttamento sregolato) (21); supersviluppo dissipatore e consumistico, eccessiva protezione della conoscenza, specie in campo sanitario (22)
Ottica economica ristretta al breve – brevissimo termine (32)
Viene fatta passare come progresso una mentalità antinatalista (controllo demografico, aborto, sterilizzazione) e per l’eutanasia (28); non è la crescita demografica causa di sottosviluppo (44)
È cresciuta la ricchezza mondiale, ma anche le disparità (22); l’aumento delle povertà erode il capitale sociale (relazioni di fiducia, rispetto delle regole) con negativi riflessi anche economici (32)
Dazi doganali alle merci dei Paesi poveri (33)
L’isolamento (53); la mancanza di inclusione relazionale (54)
Ideologia tecnocratica; la tecnica in sé è ambivalente (14); la mentalità tecnicistica fa coincidere il vero con il fattibile (70); confusione fra fini e mezzi (71)
Il rischio delle biotecnologie contro l’uomo; la questione antropologica (75)
Come può la logica del dono essere funzionale allo sviluppo?
Lo sviluppo economico, sociale, politico ha bisogno di fare spazio al principio di gratuità (34)
La logica del dono deve trovar posto nella normale attività economica (36)
Il mercato
Se limitato alla logica del dare e del ricevere (giustizia commutativa), il mercato non riesce a produrre quella coesione sociale di cui ha bisogno per funzionare (35); il mercato non deve essere il luogo della sopraffazione del forte sul debole (36)
Separare l’agire economico (per produrre ricchezza) da quello politico (per distribuirla) causa scompensi e diseconomie (36), acuite dalla globalizzazione (37*); non dare per avere da un lato e dare per dovere dall’altro (39)
Possano operare nel mercato anche iniziative economiche con fini mutualistici e sociali (38); forme economiche solidali (39); area intermedia fra profit e non profit (46)
La responsabilità sociale del consumatore (66)
Quale il ruolo degli imprenditori?
Investire ha sempre una valenza morale (40)
L’imprenditore si senta responsabile a lungo termine (40)
Responsabilità sociale dell’impresa; la delocalizzazione (40)
È prioritario l’obiettivo dell’accesso al lavoro (32); che il lavoratore possa dare il proprio apporto come se lavorasse in proprio (41); il lavoro decente (63)
Etica e buoni risultati sono compatibili e mai da disgiungere (65)
La globalizzazione
Esplosione dell’interdipendenza planetaria (33)
Il superamento dei confini non è solo un fatto materiale, ma culturale (42)
La globalizzazione non è buona o cattiva in sé (42)
Il dialogo interculturale parte dall’identità, altrimenti eclettismo, relativismo, omologazione (26)
L’unità del genere umano, la comunione fraterna è una con-vocazione (34)
Orientare la globalizzazione in termini di relazionalità, e condivisione (42) (53)
Criteri per la cooperazione internazionale
Centralità della persona; coinvolgimento e dinamiche di inclusione; macroprogetti e microprogetti; monitorare i risultati; solidarietà della presenza; burocratici organismi internazionali (47)
Principio di sussidiarietà e non assistenzialismo (57); la solidarietà (58); il rispetto delle culture (59); pro e contro del turismo internazionale (61); migrazioni (62)
Criteri per l’ambiente
La natura ci è donata (48)
Destinazione universale dei beni; responsabilità verso le generazioni future; rispetto degli equilibri del creato (48); accaparramento delle risorse energetiche e di acqua (49); riconoscere i benefici di risorse ambientali (Selva) (50)
Puntare a un nuovo stile di vita (no edonismo, consumismo, guerre); non bastano incentivi o disincentivi: serve una complessiva tenuta morale della società (51)





E’ esattamente il contenuto del Corso di catechesi che ho tenuto agli adulti che si preparano alla cresima, che sarà celebrata il 13. La catechesi tradizionale non risponde ai bisogni dei giovani di oggi, bisogna dare risposte alla loro intelligenza e al loro bisogno di capire la fede, che è sostenuta dall’intelletto, oltre che dono. D’altra parte come MEIC (Movimento Ecclesiale di Imoegno Culturale) abbiamo lo specifico impegno della carità intellettuale.
Buona settimana a tutti
Elvira