Mi ha fatto riflettere il brano di un libro, letto recentemente, dal titolo “Noi” (edizione Rizzoli 2009), scritto da un noto politico italiano.
Il libro narra la storia di una famiglia romana lungo quattro generazioni; l’ultima è posta nel 2024 e alla società italiana di quel periodo si riferisce il brano.
“La famiglia era esplosa , la società aveva spostato il suo baricentro esclusivamente lungo le ragioni e i desideri dell’individuo. I rapporti umani erano diventati funzionali solo all’appagamento del bisogno del singolo. Il bisogno di quell’istante, forse una settimana o un mese. E gli altri erano puramente strumentali a questo obiettivo. La vita e le relazioni fra le persone si consumavano, non si progettavano né si costruivano. Le persone si prendevano e si lasciavano con grande facilità, come in una bulimia degli affetto, Sembrava come con le porte girevoli di un albergo. La vita di ciascuno era sagomata sui propri desideri, non sulla relazione con il prossimo. Tutto era fatto per soddisfare se stessi. Tutto era personalizzato.”
Mi ha dato sollievo comprendere come tutto questo non fosse condiviso dall’autore.
Ma, a prescindere da ogni giudizio appunto sull’autore (non è questo l’oggetto della presente breve riflessione), turba leggere quella che è una immagine più che plausibile di come la società italiana potrebbe trasformarsi nei prossimi anni, anche prima del 2024.
Le direttive di marcia sono chiare e sono ben ravvisabili in chiunque voglia aprire gli occhi e, soprattutto, la mente sul presente. La società “liquida” descritta da Z. Bauman si sta rivelando per quello che veramente è: una società fondata sul potere assoluto dell’io, sulla “egocrazia” (uso questo neologismo, letto recentemente in un libro di Enzo Bianchi, perché mi sembra più espressivo dei più deboli egoismo o individualismo).
Per fortuna la storia non è un progetto scritto in partenza dagli uomini e predeterminato, è una serie continua di eventi che può cambiare corso proprio ad opera di uomini che la pensano in maniera diversa dalla cultura maggioritaria.
Noi di Persona è futuro siamo convinti che occorra rifondare una società basata sul centralità della persona, quest’ultima vista nella sua dimensione di misterioso universo umano che cresce e si realizza nella misura in cui incrementa e consolida le sue relazioni con il prossimo e con il Trascendente (Dio per i credenti, il Mistero per i laici pensanti come Norberto Bobbio),
Occorre in primo luogo ricominciare a pensare, a riacquistare la nostra libertà di comprendere prima e di trasformare poi la realtà.
Su questo rifletteremo nella prossima Assemblea nazionale di Persona è futuro, che si terrà il 9 ottobre, alle ore 15,30, a Roma, in via Cernaia 9 (nei pressi della Stazione Termini) nella Sala dei Certosini.





Faccio i miei complimenti a Giuseppe per quest’articolo. Condivido la preoccupazione che si possa addivenire ad una società totalmente spostata sull’io, dove il noi, gli altri, il sentimento di fraternità, l’unità tra le persone scompaiano nel vortice dell’indifferenza, della non curanza, dell’interesse spiccio ed effimero. La cultura del Dare e della Gratuità non sono di moda; non riscuotono successo. Forse perchè Dare implica impegnare tutto il nostro essere profondo e questo impaurisce le persone. Quando si perde la “stella polare” del Sacro, gli uomini si perdono a loro volta. Solo una società realmente attenta alla persona, che deve occupare sempre il primo posto, può riportare in superficie tutti i frammenti di Luce innestati nei cuori e nelle menti di ciascuno. Mi spiace immensamente non poter partecipare all’assemblea nazionale. Sarebbe bello poter assistere magari in diretta streaming da questo sito. Un caro saluto…..
Che la società sia fondata sulla “egocrazia” pultroppo è un dato sconcertante anche se questo problema forse era più evidente negli anni 80 dove l’effimero poteva diventare realtà supportarto almeno teoreticamente da un economia prospera, questo è stato l’effetto scatenante della proliferazione dell’ io senza ritorno.
Concordo con te nella parte finale quando spieghi gli obiettivi di Persona e Futuro, basatI su 2 reazioni una religiosa e l’altra laica infatti se si vuole parlare sul serio di centralità della persona,considero molto importante la circostanza della piena pareteticità di 2 correnti spesso in contrasto tra loro.
Purtroppo come mio solito arrivo in ritardo però questo tuo post l’ho davvero gradito Giuseppe, grazie! Oltretutto penso che ne trarrò spunto per le Mail che invierò ai miei amici per renderli partecipi di questa bella realtà che sta crescendo sotto il nome di Persona è Futuro!
A presto!
L’analisi di Giuseppe è corretta, ma io non sono pessimista sull’evoluzione degli scenari. Lo spostamento da parte degli individui dell’attenzione su se stessi rispetto alla famiglia, alla patria, alla Chiesa o alla religione in senso lato… avvenuto in questi ultimi 5 6 decenni è si sintomo di edonismo e superficialità, ma è figlio del manto di ipocrisia che i valori tradizionali avevano in abbondanza e della conseguente reazione della società resa più libera di esprimersi dalla più diffusa democrazia nel dopoguerra. Ci vogliono nuovi paradigmi etici. In fondo mettere la persona umana al centro della scena, in maggiore risalto rispetto a famiglia, patria e Chiesa come istituzione, è un intuito che porta l’attenzione al vero punto di partenza dell’organizzazione della società umana, l’uomo e la sua personale esistenza. E’ per ogni individuo un prendere consapevolezza del proprio essere e del suo desiderio di affermazione, questo per una società non preparata culturalmente, come può essere al momento del presentarsi di un fenomeno, può comportare atteggiamenti egocentrici, edonisti, superficiali, ma non sono pessimista perché l’individuo è un essere sociale, l’uomo vive per le relazioni che ha. L’uomo in futuro sarà più capace di trovare il proprio carisma e di metterlo a frutto in relazione con gli altri, in una società aperta, non limitata da egoismi familiari, di casta, di etnie, di nazioni, di razza.