La logica del consenso e la prospettiva del bene

Un grido di quasi sconforto e la dichiarazione del proprio modo di lavorare da parte di un amministratore locale (Assessore al Comune di Roma) amico di Persona è futuro. Il brano è tratto da http://www.piuvoce.net/newsite/fuoricampo.php?id=271

Ma quanto tempo si perde a rispondere alle provocazioni e agli attacchi che arrivano per mezzo stampa?

Ecco una malattia grave di cui mi sembra soffrire la politica della nostra epoca. Quante cose si potrebbero fare in quei pomeriggi in cui, per il ruolo che si ricopre, si è costretti a rendere conto a chi formula critiche inutili e figlie di preconcetti? A volte mi piacerebbe andare avanti senza voltarmi indietro.

Certo, è una garanzia fondamentale che ci sia un controllo pubblico sull´operato di chi ha responsabilità istituzionali. Che vi sia diversità di opinioni, libertà di critica. Ma talvolta la sensazione è di essere vittime di un sistema in cui i media scelgono e impongono le loro priorità. Si dettano urgenze, si costruiscono storie, si montano scandali o si creano eroi, senza poi dare la possibilità di valutare oggettivamente, e senza l´interesse per interventi efficaci. L´immagine prevale sulla realtà. E la politica segue questa logica: inevitabilmente timorosa per la propria sopravvivenza, è succube della ricerca spasmodica del consenso, piuttosto che avere a cuore il bene.

Politica, però, è decidere le priorità. Privilegiare ciò che è importante e fare il setaccio del superfluo. Valutare dove investire le risorse e dove invece ci sono sprechi. Anche se si scontenterà qualcuno. “Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi!”. Non si può acconsentire ad ogni proposta. Le risorse sono poche, serve oculatezza per aiutare  il maggior numero possibile di persone, di famiglie, e soprattutto chi è in difficoltà. Il tempo è poco, e quindi va speso per costruire qualcosa di solido, piuttosto che per demolire le iniziative altrui. Certo, piacerebbe poter dire sempre “sì”, valorizzare e accontentare tutti. Ma questo non è il bene, quello con la B maiuscola. Uno dei miei obiettivi è quello di superare la logica del consenso ed entrare in quella del bene.



  1. Giuseppe Sbardella mercoledì 6 aprile, 2011 - 11:33

    Vai avanti Gigi.
    Forse non sarai popolare nemmeno fra quelli (purtroppo numerosi anche nell’area cattolica e … clericale) che dai politici si aspettano favori e piaceri personale e non il perseguimento del bene comune (che poi vuol dire bene di tutti, forse non nel breve periodo, ma sicuramente si in quello medio e lungo).
    Come Coordinatore di Persona è futuro, ti garantisco tutto il nostro appoggio.
    Un abbraccio

  2. ELVIRA FALBO mercoledì 6 aprile, 2011 - 17:46

    Caro Amico, so quanto sia faticoso accontentare tutti, soprattutto se si fa del bene. H

  3. Rodolfo Corrias mercoledì 6 aprile, 2011 - 22:49

    Condivido pienamente! Sostengo moralmente il nostro neo- assessore Gianluigi De Palo ed anche condivido il sintetico commento di Giuseppe Sbardella!
    Oggi! Non avevo mai fatto questa esperienza! Un giovane, ma quarantenne, di recente “obbligato a licenziarsi” con la fatidica lettera di dimissioni (cosiddette volontarie) dopo sette anni di servizio in un albergo di Roma, mi ha chiesto insistentemente di difenderlo, accordandomi la massima fiducia seppure il mio incarico di territoriale aggiunto della fps cisl Beni culturali esula da quelle problematiche (settore alberghiero) in sede di Commissione Provinciale del lavoro. Nonostante l’inesperienza personale in merito si è riusciti a salvare almeno il salvabile. Ma! Ragazzi! In quest’epoca per i lavoratori si mette male!!!. Se riuscirò a trovare un attimo di pace per scrivere vorrò entrare in questo scabroso argomento!!! Ed i cattolici!!!??? Roba da chiodi!!!

  4. salvatore scargiali giovedì 7 aprile, 2011 - 04:59

    L’assessore De Palo ha tutta la mia solidarietà. Essere concentrati sull’emergenza è un male che accomuna sempre più il mondo amministrativo e quello produttivo. Nell’industria nella quale lavoravo, in trent’anni, sono passato da obiettivi di sola vendita annuale a obiettivi di consegna e fatturazione annuali, poi semestrali, trimestrali e infine mensili. In politica il risultato e il consenso viene controllato e misurato giorno per giorno da sondaggi e proditoriamente dai media. Bisogna rispondere alle istanze del giorno per parare l’attacco degli avversari ben riportato dai media contrari il giorno dopo. In un azione svuotata e tesa all’emergenza emerge la prospettive per i politici di pensare alla loro sopravvivenza con tutti i mezzi, diventa lotta se non rissa e anche il malaffare e la corruzione fanno la loro parte. Sollecito De Palo a continuare ad essere se stesso e a lavorare per il suo piano politico con la coscienza a posto. Personalmente ho partecipato ad un incontro diretto con lui e ho poi seguito la sua azione con attenzione e riconosco il suo impegno. Ha tutta la mia solidarietà. Credo che sarebbe dovere di tutti, riportando una sollecitazione di Giuseppe Sbardella, quello di ritornare a pensare, di riflettere e di valutare le cose sempre su lunghe prospettive. E’ un lavoro difficile ma “il nuovo in politica” auspicato da PersonaèFuturo deve passare da questo atteggiamento.

  5. Michele Amurri giovedì 7 aprile, 2011 - 08:06

    Carissimo Gianluigi, a mio avviso il fatto che tu stia ricevendo questi attacchi gratuiti è una conferma della bontà dell’impostazione che stai dando al tuo operato. Hai citato un passo del vangelo molto bello ed appropriato all’occasione. Il consenso degli uomini spesso può apparire indispensabile e necessario, ma non è quello che attesta realmente la validità di un’iniziativa o di un’opera. Per chi come noi crede alla giustizia dell’amore, con la “a” maiuscola, queste staffilate rientrano nella logica delle cose, perchè il mondo odia chi non è del mondo^^. Inoltre, non dimenticare che tu, in virtù della coraggiosa (e saggia) scelta che hai fatto (non affiliandoti ad alcun partito), puoi avvalerti di una certa ‘autonomia’, anche nei confronti di alcuni organi di stampa. In fondo, come ci hai detto quella sera, ciò che conta è riuscire a realizzare qualcosa di buono in questi due anni di tempo. Tu, a differenza di moltissimi altri politici che vivono i loro mandati pensando alle successive elezioni, sei libero da questa logica e puoi concentrarti davvero e soltanto sulla realizzazione, sui fatti, lasciando le chiacchere e le menzogne a chi le sceglie come proprio pane quotidiano.
    Vai avanti così, noi siamo con te.

    Michele Amurri

  6. Marco Comandini giovedì 7 aprile, 2011 - 13:43

    Scusate se saro’ una voce fuori dal coro, ma il lavoro dell’Assessore verrà giudicato tra due anni, per ora nessun preconcetto nè pro nè contro, e pur non essendo un elettore della PdL, di Di Paolo ne ho sentito parlare bene, se son rose quindi fioriranno.
    Vorrei solo sottolineare che la giunta capitolina dipende da un consiglio comunale che la sostiene, dove non sembra esserci molta concordia allinterno delle ex-componenti di An e FI e poi tra Ex-An ed Ex-FI. Insomma il quadro per ben operare è quanto meno difficoltoso ed i risultati non brillanti lo confermano.
    Tesi suffragata dal fatto che Alemanno ha mandato a casa una giunta per intero a metà mandato, con il significato di quella scelta che sta’ nella mancanza di risultati e in difficoltà politiche.
    Quanto all’articolo specifico, esprimo molti dubbi sui contenuti.
    Non sono d’accordo affatto quando si parla di stampa nei termini suddetti, ricordo a Di Paolo l’art.21 della Costituzione “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” ricordo quindi che senza la stampa libera non saremo in una democrazia, sottolineo anche che esiste il reato di calunnia a mezzo stampa.
    Senza la Stampa, o con la stessa imbavagliata, saremo solo informati tramite le tv soggette a partiti, come vediamo bene dai tg Minzoliniani o dai Tgtre di sinistra. Ricordo sempre a Di Paolo che gli scandali dipendono dalle notizie, non si parlerebbe di Berlusconi ad esempio senza una “RubY” o una “Minetti” tanto per citare i casi eclatanti, o di una villa presuntamente acquistata dal premier a Lampedusa se non lo avesse urlato al mondo.
    Inoltre quanto agli sprechi è populismo dire abbasso gli sprechi, chi non è concorde in questo? chi non vorrebbe perseguire il bene comune? Ma la realtà è a volte diversa… vogliamo parlare delle assunzioni in Ama? che ne dice Di Paolo della parentopoli?

    Ma se questo articolo in parte come penso io vuole insinuarsi in una polemica nazionale e romana, per sottintendere che le risorse pubbliche si sprecano quando si perseguono i potenti perchè le indagini sono costose ed è solo gossip, questo non va affatto bene, perchè la legge è uguale per tutti (anche se sembra non esserlo) a meno che a priori si decida di incrimanare solo i poveri!!! Tesi al quanto singolare specie da una persona che viene dalla destra!!!
    Io mi chiedo per ultimo perchè mai in parlamento non si portino mai provvedimenti seri sul mercato del lavoro, perchè non si uniformi la tassazione sulle rendite finanziarie a quelle europee, perchè non si aggravino le pene per i reati di evasione fiscale e concussione, perchè non si combattano le lobby bancarie assicurative e petrolifere e del perchè ci si occupi sempre dei guai giudiziari di una persona sola (dai lodi Alfano al processo breve).
    Io credo che tra noi dieci e spero più scrittori del blog, nessuno di noi abbia mai avuto a che fare con la giustizia e processi, ma credo che al contrario abbiamo avuto a che fare con banche, benzina, …ecc…ecc.
    Questo “mio pistolotto” non richiesto, per dire cosa? per dire che forse qualcuno è stanco di sentir predicare bene e razzolare male, e che ognuno è atteso dalla prova dei fatti e non dalle chiacchiere senza sconti o ovazioni aniticpate per nessuno, i tempi non lo permettono almeno questo è il mio personale pensiero.

  7. Giuseppe Sbardella giovedì 7 aprile, 2011 - 17:24

    Marco Comandini mi ha successivamente avvertito che aveva il buon Ganluigi De Palo con il Consigliere comunale del PDL Di Paolo….
    Nulla da dire da parte sua su Gianluigi.
    Cari saluti

  8. giuseppe di pietro giovedì 7 aprile, 2011 - 17:37

    la logica del consenso non si sposa spesso troppe volte con il bene comune per es. capita spesso di vedere in molti consigli comunali gli stessi personaggi che vanno li non per un fine superiore a tutela degli interessi dei cittadini, ma per quelli personali dando il cd contentino a chi gli ha dato il voto quando possono son pienamente d’accordo con te Gianluigi anche se non conosco la situazione di Roma bisogna davvero superare la logica del consenso ed entrare in quella del bene.
    perchè il rischio che si corre sarà determinato dall’aumento esponenziale dei non votanti altro che superamento, per portare la discussione sul piano nazionale del bipartitismo.

  9. Francesco Saverio E. Profiti giovedì 7 aprile, 2011 - 20:52

    Carissimi,
    da molto tempo ormai la stampa e i media hanno perso la loro dimensione di servizio e d’informazione, diventando strumenti asserviti a quanti concepiscono la politica fuori dalla dimensione del bene comune.

    Eppure oggi c’è una speranza: grazie a Dio viviamo l’era dei social network e degli strumenti informativi tipici del Web 2.0. Qualche tempo fa la Forrester ha pubblicato un interessantissimo studio dal titolo: “Come i social network erodono il potere delle istituzioni”. In questo studio si evidenzia come la diffusione social network contribuisce e stimola la formazione di un’informazione e di un’opinione pubblica che nasce dal basso. Un’opinione pubblica e un’informazione che sfugge alle logiche di condizionamento da parte delle istituzioni e della politica tipiche dei media verticali classici. Uno strumento, dunque, che affiancato al fondamento antropologico, può contribuire a cambiare atteggiamento intellettualmente disonesto di certa stampa.

    Tu da molto tempo hai intrapreso questa strada!

    Concludo rilanciando il messaggio lanciato da Benedetto XVI nella Caritas in Veritate su questo tema: “Connessa con lo sviluppo tecnologico è l’accresciuta pervasività dei mezzi di comunicazione sociale. È ormai quasi impossibile immaginare l’esistenza della famiglia umana senza di essi. Nel bene e nel male, sono così incarnati nella vita del mondo, che sembra davvero assurda la posizione di coloro che ne sostengono la neutralità, rivendicandone di conseguenza l’autonomia rispetto alla morale che tocca le persone. Spesso simili prospettive, che enfatizzano la natura strettamente tecnica dei media, favoriscono di fatto la loro subordinazione al calcolo economico, al proposito di dominare i mercati e, non ultimo, al desiderio di imporre parametri culturali funzionali a progetti di potere ideologico e politico. Data la loro fondamentale importanza nella determinazione di mutamenti nel modo di percepire e di conoscere la realtà e la stessa persona umana, diventa necessaria un’attenta riflessione sulla loro influenza specie nei confronti della dimensione etico-culturale della globalizzazione e dello sviluppo solidale dei popoli. Al pari di quanto richiesto da una corretta gestione della globalizzazione e dello sviluppo, il senso e la finalizzazione dei media vanno ricercati nel fondamento antropologico”.

  10. salvatore scargiali venerdì 8 aprile, 2011 - 12:54

    Marco Comandini ricorda l’articolo 21 della costituzione e fa appello alla libertà di stampa. Certo il giornale “La Repubblica” e il suo web, non sono esempi di libertà di stampa. Essi pubblicano solo quello che una parte politica vuole e che De Benedetti comanda, così come altra stampa asservita ad altro potere. La cosa triste è che negli organi mediatici di professione non vedo proprio libertà di stampa, le notizie sembrano avere sempre lo scopo di manipolare l’opinione pubblica in un verso o nell’altro. Credo invece che il modo di comunicare attraverso i blog pubblici o i social network aperti a tutti potrebbero portare un po’ di vento nuovo. Sarebbe importante che chi partecipa si impegnasse nella preparazione, facesse prima delle reali riflessioni per assumersi la responsabilità di essere una voce valida. Purtroppo ancora non è così, troppo subiamo la manipolazione delle coscienze dal bombardamento mediatico e invasi da messaggi subliminali ci esprimiamo di conseguenza. Comandini ha fatto un comizio politico nel suo intervento aggirando il punto centrale della discussione che è quello del problema delle attività in emergenza che soffocano il lavoro di crescita pianificata. Emergenza spesso esaltata ed enfatizzata ad arte da chi vuol penalizzare la controparte senza alcun interesse verso il problema reale.

  11. marco comandini venerdì 8 aprile, 2011 - 14:01

    Signor Scargiali, io ho espresso la mia opinione, come lei del resto e non fatto comizi, quanto al “problema delle attività in emergenza che soffocano il lavoro di crescita pianificata” che come dice lei era al centro del dibattito anche se dalle parole di DI PALO non mi sembra, non mi sottraggo al confronto su questo tema e sinteticamente visto che la cosa la disturba.
    Sarebbe sufficiente controllare in tempo reale con strumenti che consentano la massima trasparenza la destinanzaione d’uso delle risorse durante le emergenze con pene severe verso i criminali, attuare controlli stretti e fiscali clienti-fornitori e fare verifiche fiscali accurate di ogni soggetto che intervenga in tali situazioni. Forse ci sarebbero così solo le emergenze emergenze, con buona pace di ogni parte.
    Quanto all’informazione sarebbe sufficiente che fosse realmente pubblica quella della rai, e per la stampa dando pari opportunità a tutti, poi ognuno farà la sua scelta con il suo euro.

  12. salvatore scargiali sabato 9 aprile, 2011 - 07:31

    Non vorrei invadere il blog di personaèfuturo con un dibattito tra me e Comandini, ma dico a Comandini che il problema centrale posto da De Palo sta nel periodo iniziale del suo aritcolo e non nella gestione delle emrgenze. L’articolo dice: “Ma quanto tempo si perde a rispondere alle provocazioni e agli attacchi che arrivano per mezzo stampa? Ecco una malattia grave di cui mi sembra soffrire la politica della nostra epoca. Quante cose si potrebbero fare in quei pomeriggi in cui, per il ruolo che si ricopre, si è costretti a rendere conto a chi formula critiche inutili e figlie di preconcetti? ” . Dunque si parla di emergenze gonfiate ad arte per focalizzare l’opinione pubblica e costringere i politici ad interessarsi più dell’oggi che del domani. Per fare un esempio medico si potrebbe dire più dei sintomi che del male. Comandini fa cenno al controllo economico della gestione delle emergenze, quello è auspicabile che si faccia con ogni mezzo ma non è il centro di questo dibattito. Il centro è il cattivo stile dei media e dei politici che soffiano sui problemi gonnfiandoli per attirare da una parte o dall’altra con facile spargimento di panico o indignazione l’opinione pubblica, obbligando chi vuole lavorare a impiegare il tempo a parare i colpi e/o, con tale stile, a preprarne altri contrari. Un cancro della situazione attuale che certamente non aiuta la crescita.

  13. Giuseppe Sbardella sabato 9 aprile, 2011 - 11:29

    Ok Salvatore e Marco, le vostre posizioni sono ora ben chiare.
    Grazie per i vostri contributi, un abbraccio a entrambi