L’Avvocatura capitolina raccontata da un giovane praticante

L’Avvocatura capitolina raccontata da un giovane praticante

Da giovane praticante inserito, ormai da alcuni mesi, in tale contesto, cercherò di spiegare, in poche righe, cosa è l’Avvocatura Capitolina.

Anzitutto, è bene ricordare che l’Avvocatura di Roma Capitale rappresenta il più antico Ufficio legale di un Ente pubblico d’Italia. È un ambiente in cui lavora un pool di giuristi specializzati che rappresenta e difende l’Amministrazione civica in tutte le sedi di giustizia, offrendo, inoltre, la propria consulenza giuridico-legale agli Uffici ed agli Organi comunali.

Si tratta di un ambiente vivace, anche perché caratterizzato dalla presenza di oltre 40 giovani praticanti che, quotidianamente, frequentano i corridoi dell’Avvocatura e tra i quali, di norma, si instaura un clima di grande amicizia e cordialità.

Un grande spirito collaborativo caratterizza anche le relazioni tra gli oltre 20 avvocati comunali, i quali, nonostante le difficoltà legate all’enorme contenzioso (si veda anche e soprattutto alla voce “Mafia Capitale”), proseguono nel loro, a volte arduo, lavoro di tutelare gli interessi dell’Amministrazione comunale.

Coordinata da un Capo, l’avv. Rodolfo Murra, l’Avvocatura rientra tra le strutture di supporto agli Organi e all’Amministrazione e, nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa sulla professione forense, risponde esclusivamente al Sindaco.

Si comprende, dunque, come quello che attualmente stiamo vivendo rappresenti un momento storico particolare e delicato anche per l’Avvocatura Capitolina. Inutile negare che, all’interno degli Uffici, molto si sia discusso circa le dimissioni del Sindaco Ignazio Marino.

Non è mancato, infatti, uno scambio di opinioni circa le note vicende che negli ultimi giorni hanno interessato il Comune di Roma, ciò che ha reso, quindi, particolarmente interessante – oltre alle consuete ragioni di pratica forense – frequentare gli Uffici di via del Tempio di Giove.

In definitiva, ad avviso di chi scrive, si tratta di un ottimo ambiente che, a livello sia umano, che prettamente professionale e formativo, può garantire un’esperienza importante a chi fosse intenzionato ad intraprendere la lunga e tortuosa strada della pratica legale.

1 Commento

  1. Ettore ha detto:

    Trovo davvero interessante questa riflessione. Tenuto conto che quanto descritto paventa una scenario ben diverso da quanto di mia conoscenza relativamente alla Avvocatura capitolina, vorrei soffermare l’attenzione sull’importanza di una sana e seria collaborazione all’interno di uno studio, ente o ufficio. Non nascondo, invece, diversi dubbi sulla instaurazione di un “clima di grande cordialità e amicizia” che abbia i connotati di sincerità e verità.
    La collaborazione è il fulcro di una qualsiasi attività, sia economica che culturale. Instaurare un clima di “aiuto reciproco” sincero non è semplice, soprattutto dove ci sono potere e denaro. Spetta al titolare o dirigente di turno cercare di instaurarne uno che sia sostenibile.
    Lavorare in un ambiente sereno migliora la qualità della vita per la persona e, di conseguenza, migliora la sua capacità di relazione con gli altri consociati. Se si fosse un pò tutti più sereni, automaticamente anche la società lo sarebbe e, a cascata, anche chi dovrebbe pensare al bene della cosa pubblica. Temo, tuttavia, che l’uomo sia troppo debole per attuare una simile scelta di vita e preferisca “arraffare” quello che può, quando può e come può. Anche se “la speranza è l’ultima a morire”.