La Festa dell’Europa e gli Europei

Il 9 maggio i Paesi dell’Unione hanno celebrato la Festa dell’Europa, in ricordo della Dichiarazione di Schumann che avviò il processo d’integrazione comunitaria. La Carta di Nizza, uno dei documenti su cui questo progetto si è sviluppato, afferma che l’Europa vuole fondarsi sui valori indivisibili ed universali della dignità umana e mettere la persona al centro della sua azione.

Il mondo di oggi presenta però antiche e nuove sfide, che mettono in serio pericolo proprio il concetto di dignità (sfruttamento, terrorismo, immigrazione, ecc) e alle quali l’Europa risponde in modo sterile, piegata su sé stessa ed incapace di essere protagonista.

Sarò forse l’ultimo dei sognatori, ma solo attravero la lunga e complessa strada della vera unità sarà possibile affrontare le sfide globali, non solo economiche, ma soprattutto quelle che mirano alla valorizzazione della persona umana, essere unico e relazionale. Solo se veramente unita nella diversità, l’Europa potrà avere la capacità di essere, su questo ed altri argomenti, un punto di riferimento e di ispirazione globale

9 Commenti

  1. Giuseppe Sbardella ha detto:

    Grazie Andrea, sono pienamente d’accordo con te.
    Un caro saluto.
    Giuseppe

  2. Andrea ha detto:

    Grazie Giuseppe!
    Quando l’Europa si renderà conto che solo se veramente unita avrà la grande forza economica e culturale di cui necessita per affrontare le sfide di oggi, quelle interne e quelle globali?
    Le divisioni che in questi giorni, ad esempio, si stanno presentando sulla questione dell’immigrazione non fanno ben sperare, ma è proprio su tematiche del genere che a mio avviso si deve lavorare insieme, dando senso ad un’Europa unita altrimenti inutile e costosa.

  3. jacopo sportoletti ha detto:

    Mi vengono in mente le parole del prof.Adolfo di Majo che sebbene in età avanzata, ha espresso con chiarezza il rapporto con l’Europa; essa è il nostro “cane da guardia”. Certo l’Europa necessita di una partecipazione unitaria, ma è fondamentale proprio per il nostro Paese non incline, in molti settori, a trasparenza e concorrenza.E’ nell’interesse dell’Italia far si che l’Europa non sia solo unione monetaria ma anche collaborazione sociale e di diritti.

  4. Paolo Bonini ha detto:

    Sono d’accordo con la ricostruzione della situazione, in particolare sulla distanza tra i principi ispiratori e la realità contemporanea.
    Purtroppo ci sono due questioni da affrontare seriamente rispetto al ruolo della persona (europea) davanti all’azione di Bruxelles:

    1) presso il Parlamento europeo e gli uffici della Commissione c’è una forte attività di pressione dei membri del Bundesrat tedesco (il ramo del Parlamento che si occupa delle politiche europee in Germania) per la formazione delle “leggi”, sia in entrata che in uscita;

    2) il punto che tocca Jacopo è centrale: solo con l’attività normativa dell’Europa abbiamo tutele in settori economico-sociali rilevanti (ad esempio per i consumatori, i contratti di turismo…). Ma anche tanta normativa che ci penalizza (politiche alimentari, la pesca).

    Insomma, per tornare a Schuman, che indicava l’unione dei diversi, l’Italia dovrebbe aggregare i suoi simili e non sacrificarsi nei settori strategici per il suo “eco-sistema”.

  5. Marco S. ha detto:

    Sinceramente credo che l’attuale Unione Europea abbia completamente dimenticato lo spirito di coesione e la prospettiva futura dei Padri Fondatori. Probabilmente in Europa non c’è al momento un leader che ha lo stesso spesso e la stessa forza.
    La famosa PESC è un miraggio, un’utopia, al momento. Come si sta gestendo a livello comunitario la questione dei migranti (sia per quelli che già sono qui sia per quelli che ancora devono arrivare) è semplicemente scandaloso!

    Secondo voi un’Europa federale potrebbe essere la soluzione?

  6. Giovanni Friolo ha detto:

    L’Europa deve puntare ad essere una “comunità” politica prima ancora che “comunità” economica.
    Una comunità politica che cerchi di fondare le sue radici in ideali che hanno ispirato l’unirsi dei popoli; in modo che ogni cittadino europeo possa identificarsi con valori comuni.
    Solo rimettendo al centro i valori che hanno ispirato l’ unione si può sperare di rallentare la deriva economica che sta distruggendo questa Europa.
    Interrompere questo inesorabile declino, potrebbe evitare il verificarsi di effetti devastanti

  7. Paolo Bonini ha detto:

    Caro Marco, grazie della tua domanda!

    Come coordinatore di Persona è Futuro non posso darti oggi una risposta univoca: questo laboratorio intende costruire un dialogo tra persone proprio per cercare (e magari trovare) le risposte migliori. Conoscendo la sensibilità dei ragazzi di PèF, posso aggiungere tuttavia che l’Europa federale è un’ipotesi da analizzare con grande senso pratico: ci conviene pensare a un grande Stato, oppure a uno strumento istituzionale che faccia diventare grandi gli Stati?

    Forse alla base dell’alternativa ci sono visioni del mondo radicalmente diverse. Ecco che i valori fondativi si radicano nella realità: privilegiare lo Stato, la comunità o l’individuo? Dare importanza alla “nazione” (luogo di nascita, da “natio”), o all’identità costruita nell’esperienza? (cfr. anche il commento di Giovanni!)

    Il tema è talmente grande e complesso che merita approfondimenti che qui non è possibile affrontare. Quando rifletteremo di questo argomento sarai coinvolto senz’altro! Grazie ancora per il contributo!

  8. Marco S. ha detto:

    Infatti secondo me ci si dovrebbe muovere, come poi si dice nell’articolo, verso un’Europa che valorizzi le singole identità, peculiarità, competenze e potenzialità di ciascuno Stato e di ciascuna persona, senza necessariamente forzare un’uniformità culturale e di costumi, ma mettendo le persone in comunicazione tra loro, favorendo un arricchimento naturale e reciproco. Quanto possiamo offrire all’Europa in quanto italiani! E quanto possiamo imparare dall’Europa! Concludo considerando che l’unità economica anche, a mio avviso, è un passo importante da non sottovalutare, l’economia non è infatti necessariamente un male.

  9. Paolo Bonini ha detto:

    Caro Marco,
    siamo d’accordo ancora una volta.

    Mi permetto di riprendere il concetto espresso da papa Francesco il 22 novembre del 2013 in occasione del Terzo festival della Dottrina sociale, nella sintesi giornalistica ufficiale(http://www.osservatoreromano.va/it/news/uguaglianza-nelle-differenze); potrebbe funzionare nel piccolo per la UE:

    “«La sfera — spiega — può rappresentare l’omologazione, come una specie di globalizzazione: è liscia, senza sfaccettature, uguale a se stessa in tutte le parti. Il poliedro ha una forma simile alla sfera, ma è composto da molte facce. Mi piace immaginare l’umanità come un poliedro, nel quale le forme molteplici, esprimendosi, costituiscono gli elementi che compongono, nella pluralità, l’unica famiglia umana». È questa la vera globalizzazione a cui bisogna aspirare. Perché «l’altra globalizzazione, quella della sfera, è una omologazione» precisa il Pontefice”.

    Forse l’unità economica e politica non dovrebbe significare l’omologazione ad una volontà economica o politica (il Tg di qualche giorno fa riportava un sondaggio tra i Tedeschi sul favore all’uscita della Grecia dall’euro), ma dovrebbe essere la sintesi delle diverse istanze politiche.
    Quindi si potrebbe: separare le istanze politiche da quelle degli interessi di pochi (lobby economiche o esterne al circuito partitico-rappresentativo), e migliorare l’attività politica degli Stati nell’Unione.