Roma e Torino: la mobilitazione dei cittadini in città

Dopo due anni e mezzo di governo cittadino, anche in Italia va in scena una sorta di “mid-term”. Negli Stati Uniti gli elettori hanno appena rinnovato il Parlamento, in coincidenza con la decorrenza dei primi due anni del mandato del presidente, che ne dura altri due.

Così in Italia, in due città importantissime economicamente e anche simbolicamente – la capitale della Repubblica e la prima capitale del Regno – i cittadini danno un segnale a metà mandato dei propri sindaci.

Spontaneamente, si organizzano per protestare contro le reciproche amministrazioni. Questa volta si tratta veramente di “cittadini”; dietro non c’è nessun Movimento a nascondersi dietro questa etichetta. Qui per davvero “cittadino” significa abitante di quella città e non si confonde con “attivista” di una forza politica.

Alcune centinaia di cittadini di Roma si sono spontaneamente riuniti il 27 ottobre in Piazza del Campidoglio per “dire basta” al degrado.

Oggi, 10 novembre, decine di migliaia di cittadini si sono spontaneamente riuniti in Piazza Castello per protestare contro l’amministrazione in particolare sul tema della TAV, delle Olimpiadi e di altre opere e iniziative di sviluppo economico.

Questo movimento di persone dice due cose:

  1. La Lega ritornerà a rappresentare la protesta come ha già fatto negli anni ’90 e lancerà una campagna politica notevole per conquistare la poltrona di sindaco di Torino (chiave per lo sviluppo d’Italia ma anche per l’egemonia al Nord del partito di Salvini) e Roma (i rapporti con un certo sostrato cattolico e il Matteo di Pontida si stringerebbero ulteriormente);
  2. il Movimento 5 Stelle sta fallendo la sua missione politica principale: dimostrare che con la forza morale si può governare, mischiando etica, diritto e politica;
  3. La città è il cuore politico italiano. Da qui si è sempre costruito in Italia e da qui si deve ripartire. Oggi bisogna aggiornare la città e il suo governo alla complessità e ai bisogni delle persone del XXI secolo.

Intanto domani, domenica 11 novembre si vota un interessante referendum consultivo a Roma per la possibilità di affidare con gara pubblica a operatori pubblici o privati il trasporto pubblico di linea: tutto ciò che c’è da sapere sul sito istituzionale di Roma Capitale.

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